Elettrico alle aziende del sud: «Sostenete il ciclismo giovanile»

Ospite d’eccezione sulla linea d’arrivo di Bitonto, al trofeo Tecnoclima, valido come prova unica di campionato regionale Esordienti ed Allievi, il materano Tommaso Elettrico, granfondista d’élite nel blasonato Velo Club, ha potuto osservare da vicino la situazione del ciclismo giovanile, da sempre suo cavallo di battaglia, e tastarne il polso.

A indossare la maglia, dopo una gara impeccabile, è stato il coratino Aldo De Feo (Andria Bike) e il Principe Materano ha espresso un positivo giudizio sull’atleta fresco campione regionale. Ma ciò che più conta ha rivolto un accorato appello alle aziende pugliesi a sostenere fattivamente un movimento che non può contare sulle sue (tenaci, ma poche) forze. Un invito che, ci auguriamo, non cada nel vuoto in città dall’importante tessuto industriale e artigianale come ce ne sono in Puglia, di fatto la regione traino del Mezzogiorno.
«Vedere queste corse è stato per me davvero piacevole, perché ho rivissuto momenti molto intensi della mia carriera agonistica – ha esordito il materano – La manifestazione è stata organizzata davvero bene, un percorso chiuso al traffico, e ciò è una perla se consideriamo la mentalità poco incline a simili disagi del meridionale medio – ha aggiunto spinoso – Gli atleti sono validi, ma c’è da dire che il ciclismo giovanile di tutto il Sud sta lentamente morendo, perché non già qualitativamente, ma numericamente siamo messi sempre peggio se ci paragoniamo alle regioni centro-settentrionali culle del ciclismo».

La prospettiva tracciata è ad ampio raggio e coinvolge anche categorie internazionali, come gli Juniores: «È ormai davvero difficile praticare il ciclismo giovanile in Puglia come nell’intero Mezzogiorno – ha osservato con rammarico – perché già si sa in partenza di avere spiragli molto piccoli non già per vincere, ma quanto meno per correre. Una volta passati alla categoria allievi ancora qualche discreta gara c’è. Ma è nella categoria juniores che le cose vanno sempre peggio, le squadre anche e i ragazzi per correre devono trasferirsi, altrimenti rischiano seriamente di restare a piedi. Soldi – conclude amaro – è vero, ce ne sono pochi e questi poveri ragazzi devono spesso accontentarsi delle medio-piccole manifestazioni locali».

Un’analisi lucida, che non lascia scampo. L’unica speranza Tommaso la riversa in un accorato e preciso assist: «Quello che, dal cuore, sento di dire – il suo fermo e lucido appello – è che la situazione non migliorerà se non ci saranno aziende, imprenditori o semplici visionari (nel senso buono, ndr) che daranno fiducia a questo movimento bellissimo e in esso investiranno qualche risorsa. Altrimenti non oso pensare dove finiremo tra qualche anno. Occorre gente che faccia qualcosa per i giovani».

Parole d’elogio, poi, per il giovane De Feo. Complimenti sobri ma speranzosi, che smorzano sul nascere il probabile (e temuto) delirio di onnipotenza che è solito insinuarsi in simili circostanze, ma che delineano perfettamente le chance dell’allievo: «Il coratino De Feo, che ben conosco, è favorito dalla stazza fisica in queste categorie, specialmente quando il percorso è pianeggiante. Mi sembra un valido atleta, anche se al momento i ragazzi delle giovanili (Esordienti e Allievi, ndr) devono solo divertirsi: il bello comincia dalla categoria juniores. Ma Aldo mi ha fatto un’ottima impressione e, sicuramente, se ci metterà l’impegno giusto, con la testa disposta a fare grandi sacrifici, potrà andare avanti nel migliore dei modi. Glielo auguro con tutto il cuore». Un monito prezioso, in fondo è un peccato sprecare i talenti.

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