La Gran fondo delle tre beffe

Si dice che la fortuna aiuti gli audaci. Vero. Ma fa anche molti capricci e, a volte, mette il carico da undici su coloro che ha dimenticato. E’ un po’ quello che è successo ieri al Principe Materano in occasione della Gran Fondo della Versilia di Viareggio/lido di Camaiore. Dopo i due podi consecutivi, tutti in terra toscana, Tomasso Elettrico aveva tutte le carte in regola per calare l’asso e regalare ai suoi fan il primo sigillo di stagione.

Ma, evidentemente, le segrete trame della dea bendata hanno deciso che non è ancora giunto il momento di alzare le braccia al cielo. E il Diavolo della Versilia (nome ufficiale della Gran Fondo, ndr) ci ha evidentemente messo lo zampino. Fuga bidone, foratura e assistenza lontana. E tutti gli sforzi, per una domenica, sono vani. 123 km per complessivi 2348 metri di dislivello per accogliere i tremila ciclisti che hanno invaso la Versilia. E’ stato il terzo appuntamento del marzo ciclistico camaiorese dopo la tappa della Tirreno-Adriatico e la cronosquadre Bartoli, dedicato alla memoria di una giovane ragazza scomparsa in un incidente stradale.

«La corsa – ha dichiarato uno stanco Tommaso Elettrico, che sul suo profilo Facebook ha definito “La Gran Fondo delle tre beffe” – è stata caratterizzata da una fuga partita subito dopo lo start con quindici corridori, tra cui i due che sono rimasti davanti. E’ stata la fuga decisiva – ha aggiunto amareggiato – Il percorso era molto nervoso con salite corte e dure e discese dall’elevato tasso tecnico, a causa dell’asfalto liscio e insidioso». Quando non ingrana, non ingrana. Non c’è verso. E infatti: «Le sensazioni erano buone, però grossa differenza non se ne riusciva a fare e a ciò si è aggiunta la sfortuna che agli ultimi 10 km ho anche bucato. La situazione era ancora in bilico ed eravamo rimasti in sei. Cambio ruota assente, resto a bordo strada quanto basta affinché le mie speranze di vittoria si arenassero lì. Pazienza, ci rifaremo presto» ha concluso con un pizzico di delusione.

In fondo la stagione è ancora al primo atto di una lunghissima rappresentazione. E il vento, si sa, ci mette davvero poco a cambiare direzione.

Stay tuned, stay electric!

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