Rombo crudele, l’Oetztaler sfuma per un soffio

Ha l’amaro sapore del rammarico l’Oetztaler Marathon di Tommaso Elettrico, che ritorna da Solden con un apparentemente anonimo decimo posto dopo aver sfiorato di un soffio la vittoria.

Si può dire che, dopo una rimonta titanica, solo cinque km lo separavano dal raggiungimento dell’impresa, dal riscatto di una stagione difficile. Poi, ancora una volta, la montagna si è imposta e la fortuna gli ha voltato le spalle. Una doccia fredda che forse non ci voleva, quell’inaspettata crisi di fame prima dell’imbocco della lunga discesa, che non rende giustizia a una forma fisica eccellente e a un coraggio senza precedenti.

Ma lasciamo che sia il principe materano a scendere nei dettagli: «L’Oetztaler è una corsa veramente dura, a cui tenevo particolarmente dopo la pausa di due mesi – ci spiega visivamente deluso – mi ero preparato molto bene. La corsa è stata molto impegnativa, con 238 km e 5500 metri di dislivello e la tattica era di attaccare sull’ultima asperità di giornata, la più insidiosa, il passo Rombo, che negli ultimi anni ha fatto la maggiore differenza». Tuttavia non sempre le cose vanno come desiderato e c’è sempre qualcuno pronto a scombussolare i piani. Ecco che sin dalle prime battute parte un’insidiosa fuga, nella quale riesce a prendere posto un rappresentante del Velo Club. Le carte vengono nuovamente rimescolate quando il compagno di squadra abbandona il plotone per problemi fisici, proprio quando il vantaggio dei fuggitivi è massimo, attestato sugli 8 minuti.

Occorre rimediare «Son stato costretto a forzare i tempi sulla penultima salita, il passo Giovo, quando la fuga aveva 8 minuti di vantaggio ed erano rimasti in due al comando – ci spiega Tommaso ripercorrendo con la mente i primi passi della sua tentata impresa – ho forzato i tempi e sono rimasto da solo. Sinceramente non me lo aspettavo! Hanno ceduto tutti, uno alla volta. Anche il favorito Cecchini, che non ha retto il passo e ha preferito salire regolare».

Scollina sul Giovo con due minuti e mezzo sugli inseguitori e quattro di ritardo dai fuggitivi, aumenta l’andatura sino all’imbocco del Rombo, la salita decisiva di 28 km. «Successivamente, sulle rampe del Rombo ho preso un bel passo e sono arrivato quasi sotto alla fuga, ma a cinque km dal gpm sono andato in crisi – ammette sincero – Una terribile crisi di fame. Dopo quella del rombo, 28 km, era tutta discesa sino all’arrivo di Solden. Avrei potuto giocarmela».

Da approfondire i motivi della crisi, evento improbabile per un corridore attento come il materano: «Mi dispiace molto perché la differenza l’ho fatta, anche se sapevo di stare bene. Molto probabilmente la causa della crisi di fame è stata dovuta all’altitudine e alla scarsa abitudine a pedalare oltre i 2000 metri – è la sua lucidissima e schietta analisi – Consumavo più di quello che mangiavo. Sono crollato, mi ha passato cecchini che ha fatto terzo e così via chiudendo al decimo posto».

Stagione stregata? Forse, ma il Principe non demorde mai: «Sono rammaricato, è vero, perché la vittoria era a portata di mano. Ora penso di stare bene, proverò a fare un bel finale di stagione partendo già da domenica con la Pantanissima. Ce l’ho nel mirino».

Sarà un tramonto di stagione spettacolare, coi fiocchi. E quindi #staytuned #stayelectric

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