Tommaso Elettrico

Tommaso Elettrico

Ciclista

Il cognome è di quelli che in tv suonano bene, di quelli che subito si collegano a un personaggio e che lasciano piena libertà alla fantasia dei giornalisti. In fondo chiamarsi Elettrico comporta una certa responsabilità, perché il paragone con l’energia, le scintille e l’esplosività è presto fatto e occorre reggerlo. Ne è ben consapevole Tommaso, da Matera, classe 1987 e in bicicletta sin dalla più tenera età, che stagione dopo stagione si rimette in gioco per confermarsi ai vertici del ciclismo granfondistico.

Tutto è nato negli anni ’90, quelli di Indurain, di Bugno e di Pantani, per le cui imprese ha gioito sul divano in compagnia di papà Rocco, grande appassionato delle due ruote, esultando con lo stesso piglio di Pablito Rossi al Mundial di Spagna o di Fabio Grosso alla notte azzurra di Berlino. Il parallelo con il calcio non è assolutamente eretico, in fondo il piccolo Tommaso, nonostante la passione paterna, si è approcciato allo sport proprio calciando un pallone.

Poi, all’età di dieci anni è arrivata, in regalo, la prima bicicletta. Ed è amore a prima vista. Comincia con i giovanissimi (quinto alla primissima gara nella categoria G6 – 11 anni) e ben presto comincia il corteggiamento alla Dea Vittoria (il primo successo nel palmares è a Tolve, nel cuore dell’amata Basilicata). Crescendo con l’età ha percorso tutta la gavetta, prima da Esordiente e poi da Allievo, categorie in cui Tommaso conferma di avere un buon motore, ottenendo numerosi piazzamenti e anche qualche bella vittoria.

Per crescere ciclisticamente tuttavia, è costretto a lasciare la sua amata Basilicata, trasferendosi in Toscana, patria del ciclismo, regione in cui correrà con la maglia della “Giusti per l’Edilizia” tra gli Juniores, per poi passare dilettante nella “Lucchini Delio Gallina” (Lombardia) nel 2006 e alla “Promosport” (Veneto) nel 2007.

Quello tra gli Under 23 è stato un momento molto delicato della vita (prima) e della carriera (poi) del giovane materano. Due anni caratterizzati da importanti sacrifici purtroppo non sempre ripagati dai risultati. Pur tuttavia sono i momenti difficili quelli che forgiano il carattere e lo preparano ai successi futuri. Nel 2008 la decisione che segnerà la svolta alla sua carriera: lascia la categoria cadetta e si getta anima e corpo nel mondo delle Granfondo. Se all’inizio era solo uno sfogo non avrebbe mai potuto sapere che in breve quel passo così timoroso sarebbe diventato un grande balzo sul trampolino di lancio che lo avrebbe fatto conoscere alle migliaia di appassionati di ciclismo che praticano il mondo delle Gran Fondo.

Presto sono arrivati i successi, quelli belli e gratificanti: più volte vincitore della corsa a tappe pugliese Giro dell’Arcobaleno, poi l’ambita maglia rosa del Giro d’Italia Amatori (2013), lo splendente tricolore del Campionato Italiano FCI strada (2014), la GF Sportful (2014). Man mano che passano gli anni l’asticella degli obiettivi si alza sempre più, ma Tommaso, il Principe Materano, ha sempre un pizzico di grinta in più di tutta la fatica accumulata nello scalare montagne e macinare chilometri su chilometri.

È così che arrivano in successione le tre perle consecutive (più la prima, sul percorso medio) della Gran Fondo per eccellenza, la Maratona dles Dolomites in diretta tv su Rai Sport. Ma nelle sue 74 vittorie assolute su 334 Gran Fondo Disputate (ovvero 60mila km e 925mila) svettano anche altre perle internazionali: su tutte la maglia iridata conquistata nel 2018 (Mondiale UCI Gran Fondo Series), ma anche l’eroica Strade Bianche (2018) e la Leggendaria Charly Gaul (2019) non sono da meno. E non è finita qui, perché il ricco palmares è impreziosito dalla Gran Fondo Gavia e Mortirolo (2019), l’internazionale di Saint Tropez (2018), Firenze, Laigueglia, Nibali, Gimondi e Cassani.

Vi siete incuriositi per le avventure di Tommaso Elettrico? Per seguirlo e sapere di più su allenamenti, progetti e future sfide basta seguirlo qui, sul suo blog! All’appello, per esempio, mancano ancora Otzaler e Nove Colli. Che il 2020 sia l’anno giusto? #Rinuncia #Combatti #Vinci

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